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Gradatamente si risolvevano tanti piccoli problemi grazie al miglior funzionamento dell’Associazione, ma si presentava anche la necessità di trovare un altro locale per ampliare la Sede, sempre più insufficiente poiché il numero dei Volontari aumentava, diventava quindi più arduo il normale svolgimento di tutta l’attività organizzativa.

Questa ricerca era divenuta per tutti una assillante e costante preoccupazione da risolvere al più presto possibile. In quegli anni non era facile trovare locali; si era appena usciti da una lunga guerra e la ricostruzione edilizia progrediva lentamente. Furono informati della situazione gli esponenti politici di tutti i partiti e gli Enti cittadini purtuttavia era difficile trovare la sistemazione che ci necessitava.

In queste memorie è doveroso ricordare chi si prestò maggiormente per le nostre necessità l’allora Presidente dell’Ospedale Civile Avvocato Edmondo Ferrari (che già aveva dimostrato tanta comprensione nei nostri riguardi). Ci venne dunque concesso un più ampio locale nei mezzanini dell’Ospedale ove ancora oggi esiste la Segreteria della Sezione Comunale.

Nella nuova Sede si poté allestire un piccolo Bar con qualche tavolino, una Sala di Riunioni: sembrava a tutti di aver toccato il cielo con un dito per aver realizzato una tale organizzazione in così breve tempo...!

In quel periodo le trasfusioni erano ancora eseguite in diretta, e che ad ogni chiamata, si doveva trovare almeno un donatore disponibile, ma poiché pochi avevano il telefono, si doveva accorrere (in bicicletta) a chiamarlo e recarsi sul luogo della trasfusione muniti del necessario (siringhe sterili paraffinate) sembra di rivivere in un secolo passato nel pensare ad allora.

A questo punto credo di poter terminare queste mie memorie, ma, prima di congedarmi, voglio ancora rivolgere un grazie a tutti i compagni di lotta che con me divisero le ansie e le gioie che ci davano la forza di continuare con l’unico fine di riuscire nella missione che ci eravamo preposti.

Un reverente ricordo ai donatori scomparsi: a caratteri cubitali i loro nomi sono scolpiti nel mio cuore. E per finire ancora alcune considerazioni:

in questo triste periodo della nostra vita quotidiana, in tempi così turbati da disordini sociali e politici, da una malvagia delinquenza che tende a sovvertire tutta la società e che abbruttisce l’uomo, vi sono persone che trovano ancora bontà da profondere verso il prossimo.

Questi Benemeriti sono i Donatori di Sangue dell’A.V.I.S.

La loro opera anonima è sempre più necessaria e presente per le necessità di sangue in costante aumento.

La disponibilità di sangue si può ottenere solo con la responsabilità civica di tutti i cittadini (di ambo i sessi) di costituzione sana, di età compresa fra i 18 e i 65 anni.

 

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